martedì 10 novembre 2009

A proposito di blog

Sono andato a vedere il film “Julie & Julia: bell’idea, bella sceneggiatura, bei costumi e, scusate se è poco, gran bella interpretazione da parte di tutti gli attori.

La protagonista ha dovuto (voluto?) a tutti i costi trovare un motivo per aprire e aggiornare il proprio blog... stupore!
A parer mio, chi ha qualcosa da dire lo fa, semplicemente (se non si tratta di un ricco milionario annoiato che decide di scrivere le memorie di famiglia o di un giornalista o di un romanziere navigato o di un poeta affermato...) apre un blog e inizia a farlo: perché mai ha bisogno di un obiettivo da raggiungere?
Forse perché siamo stati abituati dall’esperienza del quotidiano?

Altro stupore: quando la protagonista si rende conto di aver sfondato (il suo blog è visitato da innumerevoli persone), ecco che in lei scatta l’idea di poter fare un passetto più lungo, che inizia a pensare in grande solo perché contattata da editori o emittenti televisive... ma se avevi semplicemente qualcosa da dire, un obiettivo da raggiungere (che non è il successo)... ma allora perché mai cominci a saltare per casa come una forsennata? Perché mai ti tuffi immediatamente in un’avventura così grande?... e pieno di soldi!!!
Forse perché siamo stati abituati dall’esperienza del quotidiano?

A questo punto scatta la domanda: a cosa, esattamente, il quotidiano ci ha abituati?
Ancora non ce ne siamo accorti, ma ci ha abituato ad avere una visione della vita direttamente proporzionale al possesso, di qualunque genere e tipo; a vedere la sofferenza (quella vera!) con distacco agghiacciante; a non essere più noi stessi; a nonessere più... umani!

Vorrei tanto vivere una vita vera, di quelle che fanno male quando una cosa non la ottieni, che ti prende a schiaffi o ti accarezza SOLO quando te lo meriti, che ti insegna senza pretendere, che pulsa... e si fa riconoscere col rumore del battito cardiaco, quello umano!

Vi avevo avvertiti, miei pochi (ma cari) lettori: ho aperto un blog non per essere conosciuto, per diventare famoso o cos’altro, per questo ci sono tante trasmissioni televisive (tristezza infinita).
Ritengo di avere qualcosa da dire e ve lo dico, tutto qui!
Voi potete postare e io rimango in attesa dei vostri commenti, ma non mi vanto per quelli ricevuti così come non penso al suicidio nel caso in cui nessuno venga a leggermi... inoltri vi segnalo i post da depressione (come questo) etichettandoli “lo scribano” e/o “la pentola di fagioli”.
strillo

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