domenica 21 marzo 2010

A proposito di teatro

Ho avuto il piacere di seguire la ribattuta del programma "Ballando con le stelle" andata in onda questa mattina su un canale cosiddetto "specializzato" della Rai. Si trattava della finale e le coppie in gara, al proprio turno, si districavano tra un'emozione e l'altra, fino a scoppiare in lacrime appena terminata la prova.
Tra loro, a rendere ancora più reale il momento di commozione, l'attore americano Ron Moss (Beautiful).

...

Grazie ai miei trascorsi teatrali, posso commentare quanto visto.
Ho avuto l'onore di recitare la parte di Seth nel dramma Il lutto si addice ad Elettra; il gruppo affiatato di ben 12 attori si è districato nella recita del copione per ben 5 volte, naturalmente raggiungendo l'apice nell'ultima - sto parlando del gruppo di cui facevo parte anche io; ora ho lasciato definitivamente la recitazione.

Ricordo come fosse oggi (frase fatta, lo so, ma è proprio così!) il debutto e le due repliche immediatamente successive, che di solito andavano a occupare un intero fine settimana, dal venerdì alla domenica - con spettacolo serale i primi due giorni e pomeridiano il dì di festa.

Il giorno più difficile per tutti gli attori non è, come si può pensare, quello del debutto, ma quello dell'ultimo spettacolo, in questo caso la domenica.
Gli attori camminano mestamente verso i camerini e altrettanto mestamente cominciano a cambiarsi e truccarsi; poi tutti insieme si comincia a scherzare, ricordando le due sere precedenti e prendendosi in giro sulle battute dimenticate o cambiate; poi arriva il chi è di scena e tutti cercano la massima concentrazione.
Anche l'ultimo spettacolo finisce; anche l'ultimo spettacolo va bene e il pubblico lo dimostra spellandosi il palmo delle mani in un applauso che ti porti a casa e rimane con te negli anni.
Gli attori si struccano, si cambiano... ancora più lentamente che a inizio giornata, prima di andare sul palco.
Poi una piccola magia: tutti a smontare la scena e dare una mano per caricarla sul furgone! Si ride, si scherza, ci si fa male con gli avvitatori o i martelli e le schegge di legno si infilano dappertutto!

Poi... il momento della tristezza, che non è quello di salutare i compagni di avventura (li rivedi il giorno dopo o comunque entro il fine settimana successivo); è quello della consapevolezza che il personaggio interpretato se ne andrà lontano da te, lasciandoti nella solitudine!

Il miracolo... un mese dopo squilla il telefono, è il regista dello spettacolo: ... sei pronto ad andare a ... rifacendo Seth?
Un sì liberatorio che ti fa rivivere l'incantesimo del teatro e dello spettacolo!

Ecco, Ron Moss credo abbia pianto per questo motivo e i suoi compagni di avventura anche! Sanno di potersi sentire come e quando (anche quanto) vogliono, ma la magia dei tre mesi che sono stati insieme... quella non torna se non in una replica, ma non televisiva: in carne e ossa!

strillo

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