sabato 27 marzo 2010

Una ventata di aria fresca, buona per ossigenare cervello e idee!

Ho letto da qualche parte che uno dei motivi per cui un blog ha successo è l'aggiornamento, ovvero il fatto che l'autore pubblica un post al giorno.

Questa settimana ce l'ho fatta a scrivere un post al giorno, anche sforzandomi nella ricerca di qualcosa da scrivere; mi sono però rattristato - e non poco! - nel constatare che non sempre ho qualcosa da dire… attenzione: intendo qualcosa che veramente meriti di esser detto.

Ancora una volta mi è venuto incontro Massimo Gramellini (spero sia contento - e che lo sappia - che l'ho citato per la seconda volta) con uno dei suoi "buongiorno".

Ha raccontato una storia toccante.
Un bidello di scuola elementare (spero di ricordare giusto) muore e i bambini decidono di scrivergli delle lettere.
Detto, fatto; ma come recapitarle?
Che domanda sciocca: le leghiamo ad alcuni palloncini, così arrivano in cielo, dove ora abita il nostro bidello!
I palloncini fanno il loro dovere ma, dopo qualche giorno, decidono di scendere per riposarsi in un prato, lontano dal luogo di partenza.
Una signora, probabilmente una contadina, raccoglie palloncini e lettere e decide di rispondere ai bambini.
"Avete fatto una bella cosa; io sto pregando per il vostro amico che, ne sono sicura, vi vede da lassù ed è felice del vostro ricordo."

Ecco… Gramellini dice di essersi commosso per questa storia; io invece pure!
La commozione non credo sia figlia dell'età che avanza, come sostiene il giornalista, ma è figlia di quell'umanità che ancora vive dentro ciascuno di noi: tiriamola fuori!
Non soltanto quando ci fa comodo, bensì ogni volta che spinge da dentro per manifestarsi: una lacrima è più eroica di quanto possa sembrare!

Dimenticavo: il giornalista ha introdotto l'articolo dicendo di aver bisogno di aria fresca!
Gli chiedo scusa per aver usato le sue parole nel titolo del post.

strillo

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