venerdì 23 aprile 2010

Gli indiani d’America...

inorridiscono di fronte alla giornata di ieri e io con loro!

Vediamo comunque di capirci fin da subito: sono felice che l’umanità abbia istituito una giornata mondiale della Terra, ci voleva proprio!
Quello che non mi fa contento, anzi mi getta nella disperazione, è la trasformazione di questa giornata nell’ennesimo business, alla stregua della festa della mamma o del papà.

Ecco, partiamo da queste ultime; veramente abbiamo bisogno di una festa istituzionalizzata per festeggiare i nostri genitori? (oltretutto in giorni separati, come si conviene al giorno d’oggi per fare di tutto un business).
Ammetto di aver festeggiato pochissime volte i due giorni appena citati; ma ammetto anche di aver festeggiato a dovere i miei genitori capaci, col loro amore, di aver dato vita a mio fratello prima, e al sottoscritto dopo.
Questa è la vera festa della mamma, questa è la vera festa del papà.

Torniamo agli indiani e alla giornata di ieri.
Mi ripeto: veramente abbiamo bisogno di una festa istituzionalizzata per festeggiare la madre terra?
Abbiamo bisogno di un giorno in particolare per ringraziare il pianeta che ci ospita e che amorevolmente accetta ogni sopruso del genere umano?
Volutamente cito la parola soprusi.
Ieri, probabilmente, qualcuno avrà usato i mezzi pubblici anziché l’auto, pulito il giardino dalle cartacce, usato un prodotto biologico (ahi, il business!), fatto una gita fuori città per assaporare un po’ di aria pulita... e oggi? e domani?
Torneremo ad abusare di madre terra; e lei, per contro, si lascia ferire salvo poi presentarci il conto – come un cameriere che ha semplicemente preso nota della nostra comanda – con temperature che si elevano per via dell’effetto serra, ghiacciai (la nostra riserva d’acqua dolce che dobbiamo salvaguardare!) che si sciolgono, effetti atmosferici che aumentano di intensità provocando danni che si aggiungono a quelli della deforestazione o dell’edilizia incontrollata, e poi... e poi cos’altro? Ancora non ci basta?

Ieri, trattandosi di un giorno, è durato 24 ore, ma facciamo un po’ mente locale ai nostri gesti quotidiani e cerchiamo di adeguarli a ciò che Madre Terra, Madre Natura chiede; cerchiamo di aiutarla a vivere a lungo affinché possa serenamente continuare a ospitarci.
Il bianco balla coi lupi l’ha imparato, e l’ha imparato – come ci dice il film – in un’epoca in cui tutto era possibile perché ogni frontiera doveva essere ancora scoperta, compresa quella di un Popolo che quotidianamente ringraziava Madre Terra per tutti i frutti che generosamente donava... e pensare che quella frontiera già esisteva ed è stata abbattuta, non scoperta!

Prometto che vi urlerò, alla vostra partenza e alla popolazione intera, la mia amicizia cavalcando in cima al dirupo che protegge l'accampamento... come vento nei capelli (anche se di capelli ne ho un po' meno).

strillo

1 commento:

  1. Credo che tutte queste "giornate" siano fatte in fondo per permetterci di lavarci la coscienza, se ce la sentiamo sporca. Sono una sorta di lavatrice della morale, per sbiancarla un pò. Forse sono un pò cinico, ma coerente. Ho chiesto a mia moglie se preferiva un marito perfetto a San Valentino oppure uno assolutamente normale e "imperfetto" ma che le fosse al fianco ogni giorno dell'anno. Per fortuna ha scelto il secondo. GM

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