martedì 13 aprile 2010

La scelta dei nomi, la scelta dei tipi.

Come già anticipato in uno dei post dedicato a questo interminabile progetto, le mie Cronache Anseatiche sono state parzialmente pubblicate sul forum del sommo Xela - il link lo trovate nei miei preferiti - con il titolo RACCONTO A 2 VOCI.

Il titolo mi è venuto in mente pensando di voler fare un racconto in prima persona da due punti di vista: quello del protagonista e quello del pirata che manda all'aria l'ultimo affare del commerciante veneziano, nonché padre del protagonista.

Inoltre - una specifica per gli appassionati del gioco (che ripeto è Patrician 3) - ho dedicato un po' del mio tempo a una partita libera partendo dalla città di Riga; non tanto con l'intenzione di provare la città in sé, quanto per vedere cosa poteva succedere intraprendendo una carriera da pirata, attaccando convogli di inerti mercanti per rivendere a prezzi bassissimi nella città in cui si risiede.

Oltre ad aver fornito una spiegazione al titolo, mi sento di dire - col senno di poi - di aver involontariamente inseguito la perfezione nella creazione dei personaggi cercando di immedesimarmi (anche se nella finzione del gioco) alla stregua di un attore.

Devo ammettere che il tocco romantico in entrambi i personaggi quasi ha rovinato la stesura, ma non posso pentirmi di ciò che ho già scritto; posso solamente mettermi al lavoro per apportare le giuste modifiche affinché tutto sia molto più credibile; insomma, dovrei lavorare meglio sui personaggi per farne dei tipi.

La ricerca, però, non mi aiuta molto.
C'è internet, è vero, ma tutti i personaggi loschi del tempo mi portano alla costruzione di figure eccessive; l'insegnamento di Eco dice proprio questo, ma credo sia meglio creare esattamente il contrario dell'eccessivo, che poi è l'anomalia di quel tempo.
Ecco, mi sono perso…

Se la norma di quel tempo, per un pirata, era la rappresentazione di un personaggio interamente dedito alla distruzione, allora l'eccezionale era sicuramente una figura romantica, che abbandona la via della distruzione per intraprendere quella del rispetto dell'essere umano; l'esempio eclatante è quello di lasciare libero chiunque, della sua ciurma, lo richiedesse, oppure abbandonare su una spiaggia isolata i marinai e il comandante delle navi catturate senza ricorrere all'atto estremo della distruzione di una o più vite umane.
Spero di aver spiegato, in poche parole, quello che ho cercato di fare con il "mio" pirata Sigmar Niebur, dove SIGMAR è l'acronimo di Signore dei Mari, perché così desiderava essere nominato e ricordato in ogni tratto di mare da lui solcato.

Con questo post credo di aver finito la spiegazione della scelta dei nomi fantasiosi; già, perché gli altri personaggi che recitano la trama sono trasposizioni in lingua tedesca di nomi presi dalla realtà quotidiana, un po' grazie alla mia fantasia, ma anche grazie alla fantasia di amici di gioco, come il mio carissimo amico Roberto che, nelle sue partite, si chiama Robert Von Karl.

Quest'ultimo è, in verità, un personaggio comprimario essendo il miglior amico del protagonista oltre che socio di quella che è destinata ad essere ricordata come la più grande azienda commerciale dell'Hansa.

strillo

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