mercoledì 14 aprile 2010

Oggi mi informo, ma prima giudico.

Ho pensato molto se inserire o no questo post, che è pronto da lunedì; questa sera mi sono convinto per la sua pubblicazione, se non altro per i ragionamenti in esso contenuto: mi sarei sentito additare da tutti con il sottofondo della classica frase “da che pulpito”.
Così, ho preso il coraggio ed eccomi in pasto a tutti voi (già, perché negli ultimi giorni ho visto che siete passati in tanti da queste parti: grazie!).

Con tutto quel che è accaduto in questi ultimi giorni, ho avuto l’imbarazzo per la scelta di un argomento di... spessore, ma la mia preferenza va all’intervento di Saviano nella trasmissione televisiva Che tempo che fa di domenica sera (condotta da Fabio Fazio).

Tranquilli, non farò il resoconto di quanto ha detto, ma semplicemente mi limiterò a citare due sue frasi, quelle che più mi hanno colpito.

oggi, in Italia, si lascia perdere chi dà fuoco per contestare chi ha dato l’allarme per l’incendio

l’omertà di ieri era quella di dire non vedo, non sento, non parlo; quella di oggi è di rifiutare di informarsi.

Ecco, non saprei esattamente come commentare queste frasi; siamo nell’apocalittica ipotesi (o realtà?) di essere totalmente ingabbiati, dalle membra al pensiero!
La dimostrazione di coraggio, di dire NO non è così, sempre secondo l’intervento di Saviano, potrebbe – e io sottolineo DOVREBBE – arrivare da chi insegna, non perché può far valere la sua posizione dietro la cattedra, ma perché ha in mano il potere di condividere il sapere e aprire la mente di chi gli sta di fronte, fargli capire che è un essere pensante e ha l’opportunità di rimanere tale!
Questo potrebbe essere il mandato della scuola, ma i primi passi di questo mandato, l’individuo li deve percorrere in seno alla famiglia, il luogo dove vengono - in primis - trasferiti i valori della vita.
Scuola e famiglia, quindi... ma non basta!

Dietro a queste due grandi strutture c’è - e deve farsi sentire - lo Stato, con i suoi organismi e i suoi personaggi, non fatti di grandi parole e trucchi (nel senso di cerone, fondotinta e rossetto), ma di sostanza, quella che permette all’individuo di sentirsi partecipe e protetto allo stesso tempo.

E intanto, in Afghanistan assistiamo all’arresto di tre medici italiani con l’accusa di essere legati a un famigerato gruppo terroristico; alcuni nostri esponenti politici si affrettano a dire il loro pensiero in merito: ne hanno il diritto, sia chiaro, ma non avevano diritto di sentenziare prima di informarsi (o per lo meno attendere maggiori informazioni).
Senza attendere le medesime informazioni, per contro, un personaggio di spicco dell’Italia all’estero – e che rappresenta l’Ong per cui i medici lavorano – si precipita a dire la propria opinione in una trasmissione televisiva (la stessa dove poi ha parlato Saviano), garantendo per i tre malcapitati e invocando la prova della mano sul fuoco!
[per la cronaca: la mano sul fuoco ce la metto anch’io!]

Anche in questo caso sono interdetto sull’accaduto, anzi sulle parole; ancor di più lo sono di fronte alle dichiarazioni degli esponenti politici: ma davvero rappresentate l’Italia?
E soprattutto, avete confrontato tutte le notizie?
VI SIETE INFORMATI?

Un giro di parole per tornare all’inizio del post: viva l’omertà, ma quella di oggi che, a esser sinceri – e un pochino cattivi! – è ben peggiore come presa di posizione rispetto a quella del secolo scorso.
Dall’ignoranza involontaria a quella volontaria.

Qualcuno dovrà come minimo chiedere scusa; qualcuno, come minimo, dovrà vergognarsi e avere il coraggio – senza pretendere, però, l’intervento della scuola, della famiglia o dello Stato – di mostrarsi in pubblico solo ed esclusivamente dopo l’Apocalisse!
... sicuramente crede nel calendario Maya, per cui avrà pochi mesi da aspettare...

strillo

SENECA... ciò che prima si è taciuto è possibile dirlo; mentre è impossibile tacere ciò che si è già detto...

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