mercoledì 28 aprile 2010

PROMETHEA - primo volume.



Sono riuscito a recuperare i 5 volumi della saga di Alan Moore dal titolo Promethea.

Ricordo con piacere un sacco di proverbi, ma questo calza a pennello per la situazione che sto per descrivere



il buon giorno si vede dal mattino


Il buon giorno, naturalmente, è rappresentato dal primo volume il cui recupero non è stato semplice in quanto attualmente in fase di ristampa da parte dell’editore (Magic Press); posso anche citare il fatidico “ne è valsa la pena!”.
Però non è l’intero volume a predisporre alla lettura; in realtà al sottoscritto è bastata la lettura della prefazione dell’autore.

Non pretendo di essere un critico o un giornalista “del settore” o altro, semplicemente posso affermare di essere un lettore e come tale descrivo – beh, ci provo – le sensazioni che provo mentre svolgo questa funzione apparentemente banale.

La prima cosa che mi è venuta in mente è: “Se mai un giorno avrò la fortuna di incontrare Alan lo abbraccerò e gli dirò: ti adoro!”. Ehm, non fraintendetemi: preferirei farlo con Kim Basinger o Angelina Jolie!
Il fatto è che Moore dimostra ancora una volta cosa si dovrebbe fare prima di mettersi all’opera, ovvero scrivere: documentarsi.
Nella sua introduzione all’opera, infatti, scrive a tutti i suoi lettori gli studi fatti sul personaggio, citando il poema epico Un amore di fata del poeta Charlton Sennet (seconda metà del ‘700) per poi passare alla fumettista dei primi anni del ‘900 Margaret Taylor Case e alla sua storia a strisce, apparsa sul New York Clarion, dal titolo Little Margie in Misty Magic Land e approdare alla collana pulp Astonishing Stories; infine, tanto per citare anche la seconda metà del secolo scorso, una storia principale di Smashing Comics della Apex, che in seguito diede il via a un albo col titolo, guarda caso, Promethea il cui autore, come ricorda il nostro Moore, era William Woolcott; il personaggio passò poi a Steven Shelley.

Insomma, una gran bella introduzione con tanto di analisi dell’evoluzione del personaggio (Promethea) attraverso i secoli e i probabili punti di contatto con ogni singolo autore.

Per me una lezione, per tanti – forse – una perdita di tempo; infatti, in rete si trovano tante dissertazioni sulla storia (dalla sceneggiatura ai disegni), ma pochissime – praticamente inesistenti – sono quelle in merito alle ricerche effettuate sul personaggio protagonista della storia stessa... peccato, perché l’autore le ha comunicate scrivendo ben due pagine, ciascuna di tre colonne.

Forse il carattere color bianco su sfondo verde – e anche un pochino piccolo di corpo, dobbiamo ammetterlo – non hanno invogliato alla lettura...

strillo

2 commenti:

  1. Le ricerche di Alan Moore sono inventate. Fanno parte della storia. Non esistono le opera che cita, in realtà...

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  2. Non ho prova alcuna del contrario, mio anonimo lettore.

    Però, posso affermare con certezza che se d’inganno si tratta (nel senso che sono rimasto affascinato dall’introduzione fino a crederla reale) a maggior ragione siamo di fronte a una ricerca accurata dell’autore, culminata con la creazione di un Mondo Promethea che nulla ha da invidiare alle Terre di Mezzo.

    strillo

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