mercoledì 4 agosto 2010

Nello specchio: la storia dei due ragazzi - parte 2.


Eccoci, cari i miei pochi lettori, alle tavole 4 e 5, dove la storia dei personaggi continua a snocciolarsi.

Sitota si ricorda le lamentele scolastiche... non fatte di voti brutti o cos’altro, ma della mancata amicizia – quella vera – dei compagni, che lo lasciano immancabilmente solo proprio nel momento in cui ogni ragazzo desidera il contatto con i propri coetanei.

Per quanto riguarda Treba, mi sono ricordato di un mio gesto di qualche anno fa... prese delle brioche al bar, uscito ne porgevo una a un suonatore di fisarmonica... per cedere le altre due, dopo alcuni passi, a un secondo suonatore di fisarmonica, padre del primo; due sorrisi che non dimenticherò mai e ai quali ho voluto dare forma in quest’occasione.
Interessanti i dialoghi di Treba: “Se solo avessi un...” “Grazie... amico!” ... al lettore più attento non è certo sfuggito!

La prima curiosità delle due vignette sta nel fatto che sono speculari anche verticalmente, come in un obiettivo fotografico, come l’immagine percepita dal nostro occhio senza l’interpretazione del cervello.

Ma c’è una cosa cui tengo particolarmente, il passaggio tra le due tavole: vignetta 5 di tavola 4 che inquadra Zeto mentre saluta i palloncini persi, vignetta 1 di tavola 5 che inquadra Zeto mentre afferra la clava in quanto appena terminato il suo numero... molto filmica, molto di contrasto prestando attenzione, poi, ai dialoghi; nella prima, infatti, si parla di libertà, mentre nella seconda di presa e tenuta stretta (anche se stiamo parlando di un oggetto).

Significative, infine, le vignette orizzontali; in queste due tavole Zeto interagisce con i due ragazzi in modo passivo e spontaneo, passando all’azione nelle tavole immediatamente successive, che saranno oggetto di un prossimo post.

Un salutone vacanziero.
strillo

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