martedì 21 settembre 2010

A proposito di cinema.

Mi sono imposto, insieme alla signora H, di andare al cinema almeno una volta a settimana.

La sala cinematografica ha molti pregi che non sono legati esclusivamente alla grandezza dello schermo o alla comodità della poltrona; accomuna un pubblico variegato, dando a tutti l’opportunità – una volta terminata la visione – di commentare il film fin dal momento in cui la luce in sala comincia ad accendersi.
È bello sentire le persone dire “che bello”, “che noia”, “ma come ha fatto a vincere/non vincere il Premio x”, “ma quanto è bravo/brava a recitare y”...
È altresì bello sentire ruminare le mandibole dei presenti, intente a triturare – oltre ai marroni, quando si è nel momento clou di un dialogo! – varie schifezze che contribuiscono al sonno post film.
Accetto anche il sottofondo fatto di brusii con cui tutti, noi compresi, ci scambiamo le prime impressioni o cerchiamo di indovinare chi è l’assassino o come il protagonista risolverà una situazione.
Soprattutto, la cosa più bella è la partecipazione!
Vogliamo confrontare la visione a casa di un film noleggiato con quella di un film in primissima al cinema?
Azz!!! Non possiamo stoppare per andare al bagno o fare la pausa merenda!!!

Vabbè, tutto ciò per dire che siamo andati a vedere MANGIA PREGA AMA.
Non mi dilungherò nella disamina del film; mi limiterò a dire un paio di cose.
Trama - molto americano: della serie "lascio tutto e cambio vita"... che poi non ho ben capito cosa ha cambiato nella propria vita la protagonista... forse il libro (acquistato all'uscita) mi verrà in aiuto.
Recitazione - più che degna! tutti bravi, anche i ruoli secondari.
Dialoghi - superlativi; credo siano molto fedeli al libro per cui hanno reso al meglio! valgono la spesa del biglietto!... qualche sbavatura nel doppiaggio, ma è pignoleria credetemi.

Insomma, alla fine della fiera sto elogiando un film da cui mi aspettavo un messaggio puntualmente arrivato; anzi, il messaggio è di quelli da scrivere a caratteri cubitali nel diario della propria vita (o potrebbe essere un buon motivo per iniziarlo).

Non siamo in America, d’accordo, ma nessuno ci vieta di pensare (almeno quello) che tutto ciò può accadere e che tutto ciò può entrare a far parte della nostra vita.
MANGIA – un chiaro invito al puro divertimento e abbandono dei sensi.
PREGA – un’esortazione a credere... in cosa e/o chi, ciascuno di noi lo può scoprire da solo.
AMA – un imperativo: lasciamo entrare l’amore nella nostra vita!

Un mix proporzionato delle tre cose significa trovare il giusto equilibrio con noi stessi in primo luogo e con chi ci sta accanto; questo sembra essere il messaggio che la scrittrice ha avuto in risposta alle sue domande e di cui ci vuole rendere partecipi.

Grazie!!!

Un abbraccio a tutti.

strillo


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