martedì 7 settembre 2010

Voyeurismo.

Ecco, uno torna dalle vacanze, si appresta a passare il primo fine settimana attaccato alla TV e cosa scopre?
Che nulla, ma proprio nulla, è cambiato!!!

È triste vedere – e sapere che in tanti milioni di persone stanno vedendo – la morte reiterata di un povero motociclista giapponese o di un appassionato di motori che stava seguendo una gara di rally; è triste, oltre che peggiorativo, sapere che quei filmati sono stati cliccati x volte su internet; è triste constatare che il voyeurismo umano è peggiorato, passando dal sexy allo splatter.

Lo ammetto, io stesso mi ritrovo appiccicato davanti al televisore per vedere la partenza di una gara di Formula1 o della MotoGP, ma si tratta di pura adrenalina che dà la scossa a tutto il corpo, di un momento che dura un minuto e niente più (e nel caso della MotoGP anche di passione da mototurista); l’incidente, per spettacolare che sia, non fa parte del mio bagaglio personale: il tubo catodico (mi piace chiamarlo ancora così il televisore) lo spengo subito perché non voglio assistere alla ripetizione delle immagini che diventano una vera e propria tortura per le persone coinvolte.

Chi fa televisione questa cose le conosce, e molto bene!
Chi guarda la televisione, per contro, dovrebbe sapere quale potere ha in mano: non quello di decidere se vedere un canale o un altro, ma quello di poter comunicare – con quella scelta – il proprio assenso o dissapore per le cose che gli vengono proposte.

Personalmente sono contrario, per cui la mia scelta, anche questa volta, è per “off”.

strillo

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