sabato 26 febbraio 2011

Caino e Abele


Ho avuto modo di leggere in qualche blog e/o in qualche commento che la storia si ripete, che se andiamo a leggerla attentamente gli avvenimenti cui stiamo assistendo altro non sono che una logica conseguenza di altri che già si sono verificati nella storia… i corsi e i ricorsi…

Purtroppo devo constatare che tutto ciò corrisponde a verità, che in più di un’occasione le rivolte popolari sono quasi sempre state innescate da un vergognoso impennarsi del prezzo del grano (e i suoi derivati) e che in molti casi queste sommosse hanno portato a ribaltoni (politici e no) di storica importanza.

C’è, poi, chi delle rivoluzioni si bea perché continua a gonfiare le proprie tasche o trova il modo di iniziare a farlo; chi si crogiola della vittoria, magari perché il suo tornaconto nel nuovo corso è di tutta rilevanza; chi, al contrario, maledice gli avvenimenti per le tristi perdite subite: denaro, casa, amici, familiari… dignità, libertà… anche se, in questi ultimi due casi, è più probabile si tratti di beni acquisiti (ma non sono in grado di valutare e, soprattutto, di giudicare).

Mi sono più volte rattristato, come tutti voi, nel vedere immagini e leggere notizie; mi sono anche angosciato nell’apprendere della presenza nella città di Misurata del mio carissimo amico d’infanzia, Vince; mi sono afflitto nel sentir dire “… chi non mi ama non merita di vivere…”; mi sono anche vergognato, da italiano, che qualcuno – per conto mio, anche se non l’ho chiesto! – ha siglato un patto di amicizia con uno Stato il cui leader, è risaputo, è uno dei peggiori despoti che il mondo ha conosciuto nel dopoguerra!

Ma c’è una cosa che mi addolora più di ogni altra e che nessuno prende in considerazione: il perpetuo assassinio di Abele da parte del fratello Caino, questo non riesco proprio a digerirlo!
Vada per le frasi insulse, dettate a volte dalla follia… la stessa che guida la mano sanguinaria di chi è seguace convinto dell’oratore che ha pronunciato la frase; ma la vendetta si cela nel tormento della coscienza, che mai si potrà ritenere pulita se si è ucciso un essere umano, un fratello!

Ecco, in questi giorni ho pensato molto a cosa avevo da dire e preso il coraggio a due mani – come il toro per le corna – mi sono deciso a scrivere questo post, spinto anche dalla visita ricevuta dallo Yemen (Sana), qualcuno che ha ricercato “novità blog” che io ho utilizzato come titolo del precedente post, senza immaginare che queste due parole potessero essere digitate in motori di ricerca per sapere come stanno andando le cose nei Paesi in cui quest’onda di proteste sta prendendo vita.

Un abbraccio fraterno a chiunque capiti dalle mie parti.

strillo

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