lunedì 22 agosto 2011

Quando i nativi insegnano.

Mi sono preso una mattinata tutta per me e, finalmente, ho goduto della visione del film dell’anno Avatar.

Ho letto diversi commenti a proposito, sia positivi che negativi, e ho cercato di far tabula rasa nel cervello per poter esprimere un giudizio il più personale possibile.

A me è sostanzialmente piaciuto in ogni parte; fanno eccezione due punti che ho trovato ridicoli nella loro lunghezza, proprio in termini di tempo, minuti, secondi.
All’inizio, quando il protagonista si trova di fronte a quella sorte di tigre dai denti a sciabola (mi è sembrato eccessivo, per altro, riuscire a far fuggire l’essere – di cui non conosce ancora le vere potenzialità fisiche – in una foresta totalmente sconosciuta... bastava mettere il dirupo con tanto di favolose cascate fin da subito!); e verso la fine, quando devono sganciare l’ordigno... ma quanto caspita dista l’obiettivo?! capisco che ci devi mettere un po’ di scene con effetti speciali e anche un po’ di dialoghi, ma sembra che attraversino l’intero pianeta prima di arrivarci.

Per il resto che dire?
Geniale in più di un’occasione, dall’idea base alle piccole cose; mi è sembrato di assistere a un film sugli Indiani d’America del futuro, quelli di un altro pianeta.
Su tutte, spicca quella di come i nativi riescono a interagire con gli altri esseri viventi, tramite quel contatto che mi ha ricordato le sinapsi incontrate in più di un’occasione nelle mie letture.
È proprio questo contatto che mi ha immediatamente trasportato ai nativi americani, alle loro leggende che altro non sono che fatti tramandati a voce di generazione in generazione.

Il vecchio mondo non era pronto allora e non sarà pronto un domani ad affrontare la presenza di altre forme di vita intelligenti; il film dichiara la nostra, quella umana, incapacità ad affrontare il nuovo senza ricorrere necessariamente alla forza e alla distruzione per allargare a dismisura le tasche e i conti in banca... conclusione triste, lo so, ma vera.
La conclusione del film, per la gioia di quanti sono andati al cinema o hanno affittato (o acquistato) il film, è diversa da quanto ci ha insegnato la storia fino ad ora; vediamo di farne tesoro e mettere in pratica quanto appreso... fin da subito!

In caso contrario, torneremo a recitare questo detto insistendo nella nostra ottusità.

“Quando avrete inquinato l'ultimo fiume, quando avrete abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo pesce, ucciso l'ultimo bisonte, solo allora vi accorgerete che non potete mangiare tutto il denaro accumulato nelle vostre banche.”
strillo

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