domenica 11 settembre 2011

Un bene fondamentale.


Oggi è domenica e in un certo senso mi sento esattamente come 10 anni fa; un giorno di festa perché, quell’11 settembre del 2001, ero in ferie.

Già, una settimana di ferie, quella settimana tanto agognata e che è diventata subito triste nel vedere quelle agghiaccianti immagini e pensando a quanto di orribile hanno portato nelle case e nelle famiglie di tutto il mondo.

La nostra, mia e della signora H., settimana di ferie è stata bruscamente interrotta; di comune accordo siamo rientrati a casa anzitempo, come se l’essere a casa nostra potesse in qualche modo cancellare quelle immagini, come se i 500 chilometri percorsi in auto per rientrare a Torino potessero dare un colpo di spugna a quel terribile attentato; come se quelle 5 ore fossero una sorta di soglia del tempo da varcare per scoprire che avevamo fatto solo un brutto sogno.

E invece no, tutto ciò è accaduto! E ancora oggi fanno eco nelle mie orecchie le voci dei ragazzini che, nei loro giochi emulativi in cortile, urlavano “attacco all’Occidente! attacco all’Occidente!” ignari di cosa esattamente significassero quelle parole più volte lette e/o sentite alla televisione.

Non voglio addentrarmi più di tanto in disquisizioni religiose o culturali (anche perché non ne ho le basi), ma una cosa è certa e rimarrà indelebile: nulla è come prima di quel giorno! ... e lo si è detto anche a proposito del muro di Berlino, dal giorno della la sua costruzione a quello dell’abbattimento.
Spetta a noi e solamente a noi (umanità) fare in modo che il passato non venga comunque cancellato, anzi possa darci la spinta per affrontare il futuro affinché i muri non vengano (ri)creati, ma solamente abbattuti.

Quell’11 settembre è una tappa fondamentale, una porta che si è spalancata su un nuovo mondo che ha però voluto ancora comportarsi come il vecchio mondo, che ha inspiegabilmente necessità di commettere errori per poi porvi rimedio... ma a volte è troppo tardi per riparare, a volte si supera il fatidico punto di non ritorno.
Per rispetto alle vittime di quel tragico evento – senza dimenticarci di quelle venute prima e dopo! – urlo a gran voce BASTA! soprattutto con le ipocrisie che ci fanno ininterrottamente commettere quegli errori, creando e ricreando muri su muri!
Prendiamoci cura del pianeta che ci ospita, ma soprattutto prendiamoci cura dell’umanità, nel nome di un auspicabile futuro di serenità per gli attuali 7 miliardi di esseri umani (e non so bene quanti tra animali e vegetali) e i chissà quanti altri calpesteranno nel domani il suolo terrestre o ne faranno la casa delle proprie radici.
Loro, come noi e forse ancor più di noi, hanno diritto a un futuro!

Ecco, come per il diritto alla felicità dichiarato da una famosa costituzione, inserirei un articolo – questa volta in TUTTE le costituzioni del mondo – che sancisca il diritto al futuro come bene fondamentale di un qualsiasi individuo!

strillo

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