lunedì 14 novembre 2011

Finalmente per voi affezionati!

Ecco ai miei (sempre pochi, mannaggia!) lettori il racconto breve con cui ho partecipato alla pagina di facebook

DESIO il rumore del mondo

ovvero la pagina che già vi ho segnalato qui a destra tramite badge oltre che un paio di post più sotto (quello del 7 novembre 2011 per la precisione).

Come ben sapete, su FB si può – se iscritti – dire che un post (messaggio) vi piace... a vostro buon cuore visitare la pagina, segnalare il mio racconto e, perché no, dire che vi piace l’intera pagina.

Grazie di cuore a tutti.

strillo




… lanciarsi dall’ultimo piano per salvarsi la vita.

Questa mattina.
Non si volteggia: il calore dell’asfalto si è disperso nelle ultime ore della notte; la stella infuocata che regola la vita comincia a fare capolino all’orizzonte, tra i flutti salati; alcuni gabbiani giocano a rincorrersi disegnando una serie di simboli dell’infinito.
E io?
Che ci faccio io qui?
Bipede implume in grado di volare.
Non sono un supereroe, ma un uomo nuovo, anzi il suo pensiero di libertà.

Ieri mattina.
Sono al lavoro; l’ufficio è all’ultimo piano di un grattacielo; la finestra a tutta parete è il quadro astratto della città che mi ospita; un senso di soffocamento mi pervade: come può una finestra chiudere lo spazio della libertà tridimensionale?
Mi tuffo.
Il vetro è infranto e nei suoi mille pezzi vedo il mio sogno svanire alla stessa velocità con cui precipito!
Mi volto.
La finestra si allontana come il rimpicciolire del puntino al centro di un vecchio televisore appena spento: è la vita che vien meno per ravvivare i ricordi.
Basta!
Non voglio più guardare al passato, ma vivere il presente per prepararmi al futuro.
Il mio fiato sta per finire; era meglio sprecarlo suonando il significato di libertà per farne una dolce melodia: indipendenza, autonomia, diritto!
Il salto nel vuoto mi riporta alla vita salvandomi dal senso di inquietudine che mi opprime; affronto gli ultimi secondi del mio futuro, ma non sono solo: qualcuno mi prende per mano e insieme a lui altre dieci, cento, mille persone.
Veleggiamo su una corrente ascensionale per tornare alla finestra, varcare quel punto luminoso e riaccendere il tubo catodico della vita.
Torniamo al nostro mondo antico con la consapevolezza di quello che verrà e la possibilità di vivere – ora sì! – il presente preparando il futuro: nella libertà tridimensionale.

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