martedì 13 marzo 2012

Il piacere di leggere...

... ovvero quello che ho smarrito per indolenza!


Al lavoro non si può, in auto non ne parliamo, la sera a casa ci si ritrova a risolvere il problema quotidiano... non ho più tempo per leggere!

Quante volte abbiamo sentito questa frase... e quante volte io (l’indolente!) ho risposto che non è vero, che quella della mancanza di tempo è una scusa, che basta aprire un libro anziché accendere il televisore...

Se proprio non ne vogliamo sapere di recuperare il tempo perduto accendendo l’elettrodomestico più amato del mondo, una soluzione, per uscire da questo circolo vizioso (perché di vizio si tratta), c’è: la meravigliosa metropolitana se presente o i mezzi pubblici di ciascuna città.

Prendere i mezzi pubblici, inquinare di meno, risparmiare sui costi benzina e/o gasolio, darsi una regolata in genere sull’utilizzo dell’auto per trasporto privato: più di un piccione con una sola fava, rappresentata dal biglietto dei trasporti torinesi (ora parlo di me) e che, anche se appena rincarato del 50% (ciumbia!) porta comunque a casa propria una serie di annotazioni positive appena citate.

Così porterò a termine la mia lettura infinita di Poul Anderson, ma anche la saga a fumetti Promethea del mitico Alan Moore, oltre al saggio sui miti greci... per dar fondo al resto della libreria che comincia a reclamare la mia attenzione oltre al semplice gesto di spolverarne il contenuto e i ripiani!

... senza dimenticare il piacere di vedere un sacco di gente intenta a camminare frettolosamente, gesticolare mentre parla al telefono come se la persona all’altro capo la vedesse, mentre accarezza il compagno o la compagna o la prole, mentre cammina capo chino raccolto nei propri pensieri, mentre ride tutto solo ripensando alla sera prima o a chissà cos’altro, mentre guarda il vicino sull’autobus per elargire un sorriso, mentre allarga le braccia per stringere in un caloroso abbraccio il parente o l’amico appena sceso alla fermata... eh, quante storie vediamo tutti i giorni e quanti spunti possiamo prendere dal quotidiano per scrivere di cose belle... e non solo di cose brutte!

Se, nel frattempo, vi capita di leggere qualcosa curato o scritto da Maria Grazia Perini potete esser certi: non state perdendo tempo!

Uno sfogo nonsense, ma ne sentivo la necessità.

4 commenti:

  1. La tua situazione è comune a molti... La sera è difficilissimo leggere, specialmente se si è stanchi. Ho una pila di roba da finire tra romanzi e fumetti! Però talvolta anche la metro è impraticabile. In quella di Roma, almeno, ho sempre trovato impossibile leggere, in piedi, spintonata e con un braccio a cercare l'appoggio. Sul treno, invece, mi perdo nella lettura... :)

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    1. ... beh, quando facevo il pendolare To-Mi mi sono letto tanti di quei tomi... Le nebbie di Avalon, I pilastri della terra... bei tempi!
      a differenza di quanto scrivi, comunque, qui a Torino siano più fortunati: la metro è un buon posto per leggere; devo solo prenderla più spesso ;)

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  2. caro Strillo, questo post avrei voluto scriverlo io, lo condivido in pieno! Anch'io mi ritaglio il tempo per leggere sui mezzi pubblici, ho letto tutta Anna Karenina tra il tram e il treno :-)
    E anche a me piace sbirciare le vite degli altri, di quegli sconosciuti pendolari che ci regalano dei particolari del loro essere... anche loro sono delle storie da leggere, con un po' d'immaginazione!
    Un saluto :-)

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    1. brava Vele: prendi spunti, scrivi
      immaginare le storie degli altri è uno degli esercizi preferiti dal mio amico prof MANf: bellissimo... e funziona!

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