mercoledì 25 aprile 2012

Un 25 aprile diverso.


Nella giornata che festeggia la liberazione dell’Italia, mi viene spontaneo pensare ai Paesi che la parola libertà non la conoscono o ne hanno una visione leggermente distorta, combattendo – in buona fede, s’intende – per qualcosa che viene spacciata per tale, ma in realtà non è.

Chi mi conosce (e non necessariamente di persona) sa che quando mi tuffo nelle cose lo faccio col cuore, senza secondi fini; così è stato il maggio del 2010 quando, felice per il matrimonio e in giro per le Langhe a festeggiarlo, sono stato coinvolto nel progetto di una graphic novel sul Sud Sudan e i cui proventi sono stati (e continuano ad esserlo) devoluti in beneficenza proprio per quella regione così lontana ai nostri occhi e dalle nostre menti, ma così vicina se pensiamo a quanto successe nel nostro Paese e nell’Europa intera durante la seconda guerra mondiale.

Laggiù, i soldati – troppe volte minorenni e addirittura bambini! – non combattono per un ideale, per la religione, per differenza etnica, ma per un dio viscido e oleoso, più nero dell’Africa nera, più devastante della conoscenza (e l’utilizzo errato!) della scissione nucleare, più infido dello spread: il petrolio.

Uno stato, quello del Sudan, che è martoriato da una guerra silenziosa che diventa notizia quando il numero dei morti comincia a essere considerevole per essere taciuto; quando tra i morti si contano tanti bambini soldato; quando si ricorda al mondo che quei morti sono scalzi perché le scarpe valgono come e forse più del petrolio, ecco perché i nemici ne hanno subito fatto razzia; quando a far da macerie non sono mattoni, ma legno e fango, ovvero il materiale povero con cui vengono costruite le abitazioni povere in quell’angolo della terra abitato da poveri, ancora una volta innocentemente coinvolti in giochi di potere che non possono che trasformarsi in giochi di guerra… e tutto per dei barili pieni di inquinamento, oltre che di odio e rancore per chi ne ha di più.

Ecco, oggi saranno in tanti a ricordarsi di cosa simboleggi il 25 aprile… io mi ricordo anche del martoriato Sudan, sud o nord che sia, perché mi è entrato nel cuore da quando ho studiato la sua storia per scriverne un pezzo; perché non è concepibile che ci sia in atto una guerra simile, così come non è concepibile che ce ne siano tante altre al mondo… e non parlo dell’oggi, ma del domani, perché solo garantendo un domani a chi continuerà a calpestare il suolo del pianeta possiamo parlare di umanità libera; nel frattempo, ne sono sicuro, lo stesso pianeta ci ringrazierà e continuerà ad accoglierci come fino a oggi ha fatto.

strillo
 

5 commenti:

  1. un grande abbraccio e un grande grazie per tutto

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    1. grazie a te per essere passata ;-)

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  2. Sì Fabio, si vede che questo post è scritto col cuore. Purtroppo la libertà è ancora un miraggio per molti paesi, ma molti tendono a non ricordarlo!

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  3. Mi inchino dinanzi a queste parole,
    purtroppo il mondo non va come vorremmo.

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